CAMBIARE

Ci sono vite che si svolgono nello stesso posto, tra strade conosciute e abitudini rassicuranti. E poi ci sono quelle che si trasformano a ogni curva, che si nutrono di cambiamenti, città nuove, lavori diversi, incontri . E ogni posto nuovo aggiunge sfumature, amplia gli orizzonti, rende più ricco il bagaglio.
Ma il cambiamento non è solo una scelta pratica. È un richiamo. Qualcosa che brilla all’orizzonte, che spinge a muoversi, a immaginare un altrove dove la vita possa essere più intensa. Il sogno ha sempre avuto un ruolo fondamentale: sognare un’altra città prima ancora di viverla, immaginare volti prima ancora di incontrarli. E poi trovarsi in quei posti che si erano immaginati e ricominciare attraversando strade nuove.
Le persone sono il cuore di ogni cambiamento. Sono i volti che danno senso ai luoghi, le voci che riempiono le stanze, le storie che si intrecciano alla propria. Ogni posto è fatto di chi lo abita, di chi lascia un segno, di chi insegna qualcosa senza nemmeno saperlo.
Cambiare è un atto di fede nella propria visione. È il rifiuto di un destino scritto da altri, è la volontà di disegnare il proprio percorso, anche quando sembra incerto, anche quando significa ricominciare da capo.
A volte prende all’improvviso, altre cresce piano, come un’inquietudine sottile. È la voglia di scappare, di lasciare tutto alle spalle, di respirare un’aria diversa. Non è sempre fuga, non è sempre paura. A volte è solo il bisogno di sentirsi liberi, di non appartenere a nulla se non a se stessi.
Scappare da giorni tutti uguali, da conversazioni che non lasciano traccia, da un tempo che sembra fermo.
Scappare verso strade sconosciute, città nuove, incontri che cambiano il ritmo del cuore. Verso un orizzonte che non si conosce ancora, ma che già si sente dentro. Scappare per ritrovarsi, per capire, per immaginare.
Andare. Andare per cercare, per scoprire, per riempire il vuoto, per dimenticare. . Perché certe anime non possono restare ferme troppo a lungo. E certe vite, per essere vissute davvero, hanno bisogno di movimento.
C’è una strana voglia, a volte, che il treno su cui viaggi non si fermi mai. Che continui a correre dritto, senza stazioni, senza interruzioni, come se avesse dimenticato ogni destinazione.
Fuori, il paesaggio cambia, si dissolve, si ricompone. Campi, città, colline, ponti, gallerie. Il mondo scorre e tu resti immobile, spettatore di un viaggio infinito. Ti avvolge un senso di leggerezza, come se tutto ciò che è fermo, tutto ciò che ti aspetta altrove, smettesse di esistere.
Non c’è fretta, non c’è dovere, solo il rumore sommesso dei binari e quella corsa senza fine verso una meta immaginaria. E forse è proprio questo il desiderio più segreto: non arrivare mai, restare sospesi in quel movimento perfetto, in quella libertà senza confini
E poi, alla fine, restano le immagini. I paesaggi visti dai finestrini , le albe e i tramonti, le strade percorse, i volti sconosciuti, la sensazione di libertà di non appartenere a niente e a nessuno, di non avere radici e legami. Liberi.